L’affermazione delle liste per Zvech nella provincia di Udine

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(i dati relativi al collegio n. 6 devono essere completati)

I risultati dei candidati regionali

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(i dati relativi al collegio n. 6 devono essere completati)

Il risultato nazionale nella provincia di Udine

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 (i dati relativi al collegio n. 6 devono essere completati)

Primarie: 3 milioni e 300mila votanti. Il 75% dice Veltroni leader

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Circa tre milioni e trecento mila il numero definitivo di votanti alle primarie. Il dato dell’affluenza è ormai pressocchè definitivo. I seggi hanno già cominciato le operazioni di scrutinio e il dato che emerge fra tutti è la vittoria di Veltroni. Dalle prime proiezioni Walter Veltroni si attesta al 74,80%, segue Rosy Bindi con il 14,30%, Enrico Letta al 10,80, Gawronski e Adinolfi sullo 0,1 a testa.
“Se il risultato delle proiezioni fosse confermato il 74% raggiunto dalla mia candidatura sarebbe straordinario”. Walter Veltroni commenta a caldo i risultati delle primarie nella sede del suo comitato a piazza di Pietra aggiungendo un ringraziamento a “Bindi, Letta, Adinolfi e Gawronski per aver partecipato a questa battaglia. “Sarò ottimista – continua il neo segretario del Pd ma penso che già oggi siamo il primo partito italiano perché tanta gente pensa a noi come l’elemento di sblocco della politica italiana”.
Il Pd, continua Veltroni “dara’ pieno sostegno al Governo Prodi”, perche’ questo “sta trasformando il Paese. Oggi nasce e cresce una nuova e grande forza politica che spero possa rappresentare una dialettica profonda con la sinistra radicale. Innovazione e’ la parola che ha fatto paura finora, da oggi deve far paura la parola conservazione. Abbiamo impresso una forte accelerazione – aggiunge -profilando l’idea di un partito che risponda al cambiamento e che duri nel tempo. Non sara’ un partito del leader, ma un partito per le persone reali, che si svegliano per andare a lavorare, per i giovani e per tutti coloro che hanno a cuore i diritti e i valori”.
Immediate le congratulazioni e gli auguri degli altri concorrenti alla leadership del Pd. Primo fra tutti Enrico Letta: “Faccio un augurio sincero e caloroso a Waltre Veltroni perchè sarà un ottimo segretario del Pd, il più grande partito italiano. Noi – ha aggiunto Letta – ci metteremo al servizio del Pd il nostro risultato. Perc questo faccio gli auguri sinceri a Veltroni perchè sulle sue spalle ha una grande responsabilità. Questo risultato sono sicuro che gli darà più forza e lavorare con equilibrio. Noi lavoreremo perchè il Pd sia il baricentro della politica italiana”.
Segue Rosy Bindi: “Un ottimo segretario. Se non fossi stata candidata sarei stata molto contenta di votarlo. Gli faccio i miei piu’ calorosi auguri- spiega- dobbiamo costruire un partito e sostenere un governo Prodi che da oggi e’ piu’ forte perche’ ha il sostegno di un grande partito che 3 milioni di italiani hanno voluto. Mi auguro, aggiunge, che tutte le persone coinvolte “resteranno disponibili a tenere aperto il grande cantiere” che abbiamo avviato.
“Faccio le congratulazioni a Veltroni con cui collaboreremo per il Pd”. Piergiorgio Gawronski si accoda alle congratulazioni al neo segretario del Pd e parla di “risultati soddisfacenti per quanto riguarda le liste a lui collegate che “erano presenti solo nelle grandi città e non in tutto il territorio nazionale e quindi la percentuale su base nazionale non deve ingannare”. Ha poi annunciato che, con Jacopo Gavazzoli Schettini, con cui ha formato un ticket per queste primarie, dar vita “a un’area che dentro il Pd dia voce a chi non fa parte della militanza attiva. Faremo di tutto – ha concluso – perch questa speranza che si apre oggi per l’Italia non venga delusa”
Le primarie del Pd rappresentano una “importante investitura” per Walter Veltroni. In una nota, il vice-premier Massimo D’Alema esprime la sua soddisfazione per il risultato del voto. “Il voto di oggi è un grande evento democratico. Gli italiani hanno capito che le primarie costituivano una occasione e una novità straordinarie e hanno voluto prendere parte alla nascita di una forza politica fondamentale per il futuro del Paese. Si tratta di un segnale chiaro: milioni di cittadini hanno confermato che c’è una grande voglia di democrazia e hanno dimostrato che la politica si può cambiare con la partecipazione. Per quanto riguarda la leadership del Pd, – conclude – mi sembra che questo andamento rappresenti per Walter Veltroni un’importante investitura che rafforzerà il nuovo partito e il governo”.

(dsonline.it del 14/10)

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(alla pagina Materiali il nostro invito con l’indicazione di voto per Zvech e la Lista)


Incontro pubblico di presentazione del progetto di costituzione del Partito Democratico.


Interverranno i candidati alla segreteria Regionale del Pd: Enzo Barazza, Gianfranco Moretton, Francesco Russo e Bruno Zvech
(Sala Madrassi, via Gemona Udine – giovedì 11 ottobre ore 20.45)

Non c’è vera libertà senza sapere

Verso il 14 ottobre nasce il partito democratico.
Non c’è vera libertà senza sapere: la conoscenza come priorità per il paese e la regione.


(un momento dell’incontro pubblico – in primo piano Furio Honsell [in piedi] e Paolo Coppola)

Senza cultura e investimenti forti, sia in risorse umane che finanziarie, non ci può essere né libertà, né democrazia.
Su questo tema di grande attualità sono intervenuti lunedì 8 ottobre 2007, in Sala Ajace, Roberto Cosolini, assessore regionale al lavoro, formazione, università e ricerca e Furio Honsell, rettore dell’Università di Udine.
Con Debora Serracchiani (consigliera provinciale), Paolo Coppola (docente Università Udine), Ester Iannis (preside incaricata scuola media superiore) e Cristina Zannier (responsabile sezione programmazione didattica Università Udine) – tutte e tutti candidati della lista 1 per Veltroni – hanno discusso di ricerca, formazione, istruzione come sistema.
Paolo Coppola ha incentrato il suo discorso sulla grave carenza di risorse, che impedisce di offrire un supporto adeguato e in linea con i tempi agli studenti.
Ester Iannis ha ricordato come la mobilità sociale in Italia sia una delle più basse in Europa, per cui va da sé che non vengono riconosciuti adeguatamente né le capacità, né i meriti. Ci vorrebbero interventi coordinati dalla scuola materna all’Università e la formazione continua per i docenti. Prende le distanze da chi ha definito “bamboccioni” i giovani, che sono il prodotto degli interventi di noi adulti e dichiara la sua adesione al Partito Democratico per dare un segnale deciso di cambiamento nella politica culturale.
L’assessore Roberto Cosolini, nel suo articolato discorso, ha posto la questione di quale cultura politica dovrà fare il P.D., dibattito non affrontato adeguatamente, in quanto subordinato ai problemi organizzativi delle liste per le primarie.
Al centro della politica non può esserci che la conoscenza, se si vuole far avanzare il Paese. Della legge Biagi, non sbagliata in sé, si sono enfatizzati gli aspetti negativi della riduzione dei costi, piuttosto che quelli positivi legati alla competitività e alla ricerca.
Dal nuovo partito ci si attende una svolta, una riforma organica del sistema, un intervento che ponga fine ai finanziamenti a pioggia, per finanziamenti mirati sulla valutazione delle proposte. Una riforma, che per liberare i talenti dovrebbe portare alcune precarietà nella parte alta della piramide formativa  e maggiore stabilità alla base, in favore delle persone più giovani.
Compito della Regione  è quello di innalzare il tasso della conoscenza alla base del sistema formativo, in modo da creare un innalzamento anche dei vertici.
L’ultima grande riforma in discussione in Regione è il disegno di legge sul sistema formativo, che vuole collegare le varie parti del sistema stesso e creare un ponte tra formazione e mondo del lavoro. La sfida della Regione in questo ambito è ampliare la conoscenza per ampliare i diritti, sostenere la flessibilità, diminuire la precarizzazione e aumentare l’inclusione sociale. Questa dovrebbe essere anche la proposta programmatica del P.D.
Debora Serracchiani ha posto l’accento sulla necessità di distinguere tra flessibilità e precarietà, fattore quest’ultimo che incide pesantemente su tutti gli aspetti sociali di una persona. Lamenta che gli strumenti legislativi che vengono forniti e che sono spesso molto avanzati, non tengano troppo spesso conto delle ricadute concrete. Puntare sulla conoscenza è fondamentale, ma lo è altrettanto la trasparenza della selezione, non solo nel settore privato, ma soprattutto nel pubblico impiego. L’accesso agli incarichi deve avvenire per meriti e concorsi pubblici. Condivide la frase di Veltroni che il PD deve garantire uguaglianza di punti di partenza e non di arrivo.
Cristina Zannier dichiara che se la riforma dell’Università ha il merito di aver posto come obiettivi l’aumento del numero dei laureati, riducendo gli abbandoni e adeguando il sistema formativo a quello europeo, ora a distanza di sei anni, mostra alcuni limiti che vanno necessariamente corretti. Per esempio l’enorme proliferazione dei corsi di studio e la sopravalutazione dei crediti formativi. Sarebbe inoltre necessario dare maggiore voce alle varie componenti del mondo universitario, valutare la qualità della didattica per stimolare i comportamenti virtuosi e ridurre gli sprechi, offrire pari opportunità di partenza a tutti, tutte.
La conclusione dell’incontro è stata lasciata al rettore Honsell, che ha elogiato la politica culturale e formativa della giunta Illy e dell’Assessore Tosolini, che hanno perseguito una politica dei risultati, mettendo in campo numerose iniziative, sia di carattere infrastrutturale, sia gestionale. Una politica basata sulla logica del pluralismo, sulla fiducia, sul sostegno illuminato per contribuire a un processo di crescita e liberare nuove energie.
Il modello della Regione Friuli Venezia Giulia dovrebbe essere preso da esempio ed esportato a livello nazionale, nonostante alcune difficoltà inevitabili per una realizzazione in altre regioni.
La scuola e l’università devono rimanere un bene pubblico e devono essere sostenute dallo Stato. Un altro snodo da affrontare è il problema della valutazione del sistema, che non può comprendere parametri quali il PIL regionale, come proposto dall’attuale ministro Mussi.
La società della conoscenza impone a ciascuno di imparare costantemente in un processo per la vita e la possibilità quindi di cambiare idea.
Le leggi devono essere stabili in un sistema flessibile. Non ci si deve lasciare affascinare dalle scorciatoie istituzionali e legislative.
Oggi gli studenti sono disorientati da tutta una congerie di proposte. Per assurdo era forse meglio il sistema formativo dei tempi passati, basato su presupposti chiari. Va inoltre considerato che non è più pensabile ragionare in termini localistici, ma che vanno prese in considerazione la dimensione europea e quella internazionale.
I vari interventi sono stati coordinati da Ferdinando Milano, presidente dell’ERDISU di Udine, alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Udine, Gianna Malisani e del Consigliere del Comune di Udine Agostino Maio.

Non c’è vera libertà senza sapere: la conoscenza come priorità per il paese e la nostra regione.
Innalzare la qualità del nostro sistema produttivo e dei servizi, incrementare in quantità ed efficacia gli investimenti – sulla base di una valutazione dei risultati – in educazione e ricerca costituiscono la assoluta priorità per il nostro Paese.
Le scuole, le università, i centri di ricerca sono lo snodo decisivo tra il globale e il locale, tra il sapere del mondo e il sapere dei territori. Per questo è necessario valorizzarne l’autonomia e la responsabilità.
Il Partito Democratico è per noi un partito che costruisce a tutti i livelli – al Governo e nei territori – un agire politico conseguente a questi obiettivi, a queste finalità, a questa idea del futuro.
Con: Roberto Cosolini, assessore regionale al lavoro, formazione, università e ricerca e Furio Honsell, rettore dell’Università di Udine. Discutono: Paolo Coppola, professore Università di Udine, Debora Serracchiani, consigliera provinciale, Cristina Zannier, responsabile sezione programmazione didattica Università di Udine, Ester Iannis, preside incaricata Scuola media superiore. Saranno presenti: Agostino Maio, consigliere al Comune di Udine, Gianna Malisani, assessore al Comune di Udine, Vincenzo Martines, vicesindaco al Comune di Udine. Coordina Ferdinando Milano, presidente Erdisu di Udine.
(Sala Ajace, piazza Libertà Udine – lunedì 8 ottobre ore 18.00)

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